il saluto di congedo di Don Beppe Barbero
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Mentre le Comunità del Vianney e di San Marco accolgono il nuovo parroco, don Vincenzo Marino, ci tengo ancora a ringraziare ciascuno per quanto condiviso in questi anni, per l'affetto con cui mi avete accolto, accompagnato e salutato, per la testimonianza di fede e di generosità che mi avete donato. Per la festa e la gratitudine di questi giorni.
11 anni (uno solo a San Marco): un lungo percorso in cui insieme abbiamo provato a costruire, a sognare, abbiamo gioito, fatto festa, qualche volta fallito e sofferto. Ci sono stati tempi di grande slancio ed entusiasmo, momenti in cui avrei voluto fuggire, momenti di tensione e momenti pacificanti, in cui abbiamo saputo costruire futuro (anche attraverso scelte qualche volta sofferte, ma vi assicuro, mai fatte con superficialità).
Ma di tutto ciò porto via soprattutto dei volti e dei cuori, che nel lontano 2014 erano sconosciuti (ho rivisto alcune foto di allora…) volti e cuori che, però, piano piano, nel tempo sono diventati familiari. Qualcuno si è allontanato ed è rimasta la ferita, molti sono diventati amici. Alcuni sono già in cielo (anche giovani…).
Ieri ho avuto modo di chiacchierare brevemente con un amico monaco, che pensava fossi qui da più anni: in realtà sono stati solo 11, e 1 a San Marco, ma sono stati intensi, perché il Vianney è una Comunità di vite intense e, da come ho potuto percepire, lo è anche San Marco. Vi guardo spesso, in diversi momenti comunitari e mi vengono in mente dialoghi, esperienze condivise, lacrime condivise, confidenze, storie di vita: vite intense nelle loro gioie, nei loro appuntamenti con il Signore, nel lutto e nella festa.
Il mio saluto allora non vorrei rivolgerlo alle due Comunità, ma a ciascuno di voi, proprio a te sei stato, sei stata per me, nella tua unicità, un dono grande.
Innanzitutto a te, che nonostante il peso dell’età, continui a raccontarmi la tua lunga esperienza di vita e mi parli di una fede, forse di altri tempi, e che qualche volta ho fatto fatica a capire nella sua genuinità, che attraverso gli alti e bassi della vita si è conservata nella sua bellezza. Grazie perché continui ad essere presente con i tuoi talenti, con il tuo servizio, con la tua passione, con la tua preghiera. Grazie perché hai voluto consegnarmi confidenze e pezzi di vita (le abbiamo messe insieme tra le mani di Dio). Ti chiedo scusa se qualche volta non ci sono stato (o ho rimandato l’appuntamento) o non ho saputo ascoltarti, accogliere i tuoi pesi, condividere le tue preoccupazioni, accogliere qualche tua lentezza, venirti a trovare quando eri ammalato, ammalata…
A te giovane (o mediamente giovane) adulto vorrei invece rivolgere il mio grazie perché nella tua quotidianità hai saputo riportarmi alla concretezza della vita: mi rendo conto che è difficile vivere il Vangelo nel tran-tran di ogni giorno (e per noi preti, qualche volta è difficile capirlo…). Mi hai parlato spesso dei tuoi sogni e dei tuoi progetti di vita, dei tuoi affetti e delle tue delusioni, che qualche volta hanno ritrovato la luce, qualche volta si sono chiuse, anche con dolore. Ci hai affidato i tuoi figli (… e dico “ci”, perché non li hai affidati solo a me, ma a tutta la Comunità) e insieme mi hai consegnato le tue preoccupazioni per loro e per il loro futuro, il tuo lavoro precario o le tue soddisfazioni professionali, il tuo sorriso e le tue ansie. Anche a te vorrei chiedere scusa se qualche volta non sono stato presente nei momenti cruciali della tua vita, se non sono stato all’altezza di quel consiglio di cui avevi davvero bisogno, se mi sono perso più nel fare che nell’ascoltarti o non ho saputo raccontarti il volto splendido di Dio.Un grazie anche a te, bambino, bambina, perché per la strada mi saluti con festa, perché vivi con fiducia ed entusiasmo le proposte che di volta in volta con animatori, educatori, capi scout, allenatori, catechisti cerchiamo di costruire su misura per te: è la nostra passione nel vederti crescere, sapere che sarai uomo o donna di domani (il cristiano adulto di domani, se continuerai a coltivare l’amicizia con Gesù), che le esperienze belle che fai oggi (di amicizia e di fede), costruiscono il mondo di domani: quei sorrisi e quelle lacrime che animano i nostri oratori e i nostri gruppi, un giorno si trasformeranno, diventeranno sorrisi e lacrime di adulti, e, se saprai mantenerli genuini, saranno testimonianza per il mondo.
Ragazza, ragazzo, adolescente, giovane: ti ho lasciato per ultimo/a perché sei il più difficile, perché fai casino fino a tardi sotto le finestre di don Egide, perché litighi e spesso fai fatica a fare la pace, perché ti perdi e ti ritrovi quando vuoi tu, perché perdi un sacco di tempo, perché qualche volta fai delle grandi cavolate, ma ti voglio bene, perché quando ti appassioni spacchi il mondo, tanto che è difficile starti dietro. Ti dico grazie, perché in questi anni sei stato davvero il motore delle Comunità: cari adulti, lo dico sul serio! Forse li abbiamo visti poco a Messa, qualche volta si dice “ma i giovani dove sono?”, ma sappiate che il nostro Oratorio, l’Estate ragazzi, i nostri gruppi dopo-cresima, il gruppo scout, i gruppi di ACR, la polisportiva, vivono non perché ci siamo noi adulti… ma perché ci sono loro: i ragazzi che si fidano e affidano e i giovani che si entusiasmano per i più piccoli! E non guardiamo ai numeri, anche se sono tanti… perché non sono i numeri a fare la differenza: la qualità fa la differenza! E tu giovane, in questi anni, HAI SAPUTO FARE LA DIFFERENZA! Hai creduto che l’Estate Ragazzi, e così l’oratorio e i gruppi, potessero essere non solo questione di numeri o di spazio personale (o peggio, di soldi che entrano… perché qualche volta le Estate Ragazzi sono questo!)… ma luoghi davvero educativi e di esperienza davvero cristiana. Allora grazie per tutto questo e anche a te chiedo scusa se non ho saputo intercettare le tue domande e le tue esigenze, o se ho voluto darti soluzioni un po’ affrettate o se non ti ho dedicato sufficiente tempo: ormai, per me, qui al Vianney e a San Marco, questo tempo è scaduto, ma ti prometto che nella nuova avventura, da una parte mi porterò dentro la bella esperienza che abbiamo vissuto insieme, ma soprattutto che i giovani e i ragazzi saranno punto centrale del mio impegno pastorale: come forse non ho saputo fare con te.Alcune categorie di persone a cui vorrei rivolgere il mio grazie particolare:
- Ai sacerdoti (Padre Costantino, don Egide, don Mario, don Renzo, con la sua presenza bella e discreta, don Giuseppe, umile servitore della misericordia di Dio, don Ezio e a tutti i preti della Casa del Clero), al diacono Piero, alle Ausiliatrici delle anime del Purgatorio (suor Carla, suor Paola, suor Sylvie, suor Giuse, in passato anche suor Patrizia e suor Valentina), a Suor Dania e alle sue consorelle della Casa del clero: anche a ciascuno di voi vorrei rivolgere un grazie particolare per quanto vissuto insieme, in termini di servizio, di confronto, ma soprattutto di comunione nella fede e di amicizia… di amicizia!
- Un grazie a te Antonello, presenza discreta, un po’ burbera, ma costante e preziosa: hai trovato un riferimento nella Comunità… sei riferimento per noi preti e per la Comunità.
- Un grazie a Catia che si è presa cura di me e di don Egide… e dei nostri chili di troppo.
- Un grazie davvero a tutti i volontari che a livelli diversi continuano a mantenere vive queste Comunità.
- Un grazie alla mia famiglia: papà e mamma sono assidui frequentatori della messa del sabato sera, Maria Paola e Michele con rispettive famiglie, zio Ernesto e zia Rita, padrino e madrina di Battesimo: sono il mio sostegno silenzioso e discreto.
- Agli amici della Città sul Monte, alcuni qui presenti: se mi volete ancora, continuo volentieri a lavorare con voi.
- Un grazie particolare a quel gruppo di amici che con una serata in birreria, una gita in montagna, una serata allegra e pacificante, un passaggio all’ospedale, quando la mia caviglia non mi permetteva di guidare, o un semplice saluto gratuito, hanno saputo essere presenti e di sostegno nelle diverse stagioni di questa avventura.
Il grazie più grande a Dio, che per strade che non avrei mai immaginato, mi ha fatto il dono di vivere questa straordinaria avventura! A tutte e due le Comunità e a ciascuno di voi un sincero GRAZIE DI CUORE!
Ed ora qualche foto ricordo a cura di Pasquale Iovine