Chiesa di San Dalmazzo
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Chiesa di San Dalmazzo

Ricostruita a partire dal 1584, venne consacrata l’8 maggio 1621.
La chiesa, alla fine dell’Ottocento, rischiò di essere completamente distrutta, in quanto si trovava al centro del tracciato della nuova strada di Via Pietro Micca. L’architetto torinese Carlo Ceppi, progettista della nuova strada, per salvarla, nel 1895, demolì la navata e costruì il nuovo avancorpo.
Dell’antica chiesa, dopo la ricostruzione, rimangono l’abside, il transetto, il campanile e l’altare. All'esterno, la chiesa appare con la veste assunta all'inizio del Settecento, di gusto pienamente barocco: lesene di ordine corinzio, disposte su due livelli, inquadrano i finestroni che illuminano l'interno e il portale centrale.
Un ultimo corpo centrale superiore, recante al centro un affresco, è coronato da un timpano semicircolare e raccorda
to al resto del fronte tramite volute. A sinistra, seminascosto da un palazzo affacciato sulla via, è posto il campanile.
L'interno si sviluppa su una pianta a tre navate con transetto, il tutto caratterizzato dal manto neogotico ottocentesco, rintracciabile ad esempio nelle edicole, nel pulpito, nel ciborio e nel Cero pasquale.
Spetta a Enrico Reffo e alla sua scuola la decorazione delle pareti: Teorie di santi lungo la navata centrale (1895-1916), Patroni e benefattori dell'ordine dei Barnabiti (1895) nella cappella dei Santi Paolo e Zaccaria nel transetto destro e le pitture del presbiterio e nella cappella del Sacro Cuore di Gesù, nella navata sinistra.
Al fondo di questa navata si ha una Deposizione di Giovanni Antonio Molineri, documentata nella chiesa dal 1636. Nella prima campata di destra si conserva invece l'antico fonte battesimale. L'affresco sovrastante è di Francesco Gonin, del 1885.
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